Visualizzazione post con etichetta Storie di oggi e di ieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storie di oggi e di ieri. Mostra tutti i post

venerdì 26 dicembre 2008

Studio psicologico dei giovani ostrensi

Grazie ai potenti mezzi e alle importanti conoscenze di cui Ostracts può disporre, siamo venuti in possesso di tre disegni realizzati da altrettanti bambini alla tradizionale "Gara di Disegno" che la nostra Pro Loco organizza in occasione della festa di San Gaudenzio patrono di Ostra.
Ricordo che ai miei tempi, quando anch'io solevo partecipare alla disfida, quasi tutti i bambini proponevano scorci e panorami di Ostra. Oggi invece le cose sembrano un po' cambiate.
Giudicate voi, ricordando che il tema della gara era "Io in mezzo ai bambini degli altri paesi" (o qualcosa del genere); tema che comunque poteva vedere inserita anche la figura di San Gaudenzio.


Disegno n. 1: il soggetto analizzato sembra non aver compreso il tema da rappresentare. Oltre a questo ha dei pessimi gusti musicali ma potrà rifarsi col crescere. Chi non era un po' truzzo a quell'età??

Disegno n. 2: il soggetto presenta una spiccata immaginazione e propone Bart Simpson come novello San Gaudenzio (o comunque vescovo), assistito da un Grattachecca che si presume abbia finalmente avuto la meglio sull'odiato Fichetto. Anche qui ricorrono tuttavia segni evidenti di una errata contaminazione musicale.


Disegno n. 2: il soggetto risulta fortemente influenzato dal suo predecessore, mantenendo in voga la figura di Bart Simpson Vescovo. Qui, però, il protagonista appare colto da un raptus di follia mentre tronca di netto la testa e le gambe alla madre Marge. Di sicuro sono state le influenze negative della musica House, la musica del diavolo. Altro che Metal... Verdetto: libertà vigilata NON CONCESSA! Chiamate aiuto, prima che sia troppo tardi!


martedì 11 novembre 2008

"La guerra del pane"

"Ostra, 2008, era il Far West... (introduzione liberamente ispirata ad un racconto di vita vissuta).

Lungo le ormai pericolose strade cittadine, tra tombini fumanti e rapinatori con cappello, due vecchi supereroi, ormai dimenticati da tutti, usavano le loro ultime forze per contendersi il cuore di un'unica donna. Ella, probabilmente, li disprezzava entrambi ma a loro non importava. Come Don Chisciotte contro i mulini, l'obiettivo non contava poi più di tanto, era solo un pretesto per duellare."

Si apre così "La guerra del pane", il nuovo romanzo di un anonimo autore ostrense pubblicato da Edizioni Ostracts che narra appunto di una lunga sfida tra due supereroi in pensione che usano i loro poteri non più per sconfiggere i criminali ma per conquistare un'unica donna. Una storia moderna ma pervasa di atmosfere antiche, consigliata a lettori grandi e piccini.
Ostracts, come editore, ha il piacere di presentare ai propri lettori un profilo dei due protagonisti del romanzo che rispondono ai nomi di Nande e di The Boss:

Nande: il classico supereroe americano. E' probabilmente il più anziano dei due (non ci è dato saperlo con certezza) e porta maggiormente su di sé i segni del tempo. Dopo un'infanzia trascorsa nel paese si dice che abbia lasciato la terra natìa per imbarcarsi alla volta dell'America, dove avrebbe appreso direttamente da Bruce Lee le tecniche di combattimento che utilizza. Le sue armi sono la "stampella atomica", che spara un raggio inceneritore, la "Mazza-Ramazza", capace di allungarsi fino a lunghezze inverosimili, e il "secchio senza fondo" nel quale raccoglie le sue vittime con il sale che intacca i cadaveri e li trasforma in mummie. Indistruttibile è la sua armatura, sulla quale compaiono sempre scritte che distraggono l'avversario (del tipo: "Che Dio ce la mandi bona... e speriamo senza mutande!).

The Boss: dall'aspetto molto più pittoresco, The Boss è giunto nelle terre bodiesi solo in un secondo momento. Di stazza forse maggiore rispetto al suo rivale, presenta anche migliori possibilità di movimento, comunque non paragonabili a quelle di un supereroe in giovane età. La sua vena artistica gli consente di mutare strategia d'attacco in men che non si dica.
Le armi più pericolose di The Boss sono sicuramente il suo "Scalpello-coltello", la cui lama si dice sia stata forgiata dal dio Efesto in persona nella sua fucina, e la "Treccia anteriore", simile alla catena di Andromeda, con la quale può bloccare in una presa ferrea qualsiasi oggetto o persona gli capiti a tiro.
Rimane nella storia il mitico duello che vide The Boss combattere aspramente contro il demone Pazzia, il quale nottetempo ricoprì di proprie feci l'antro della caverna del supereroe. La vendetta di The Boss fu tremenda e Pazzia fu trasformato, assieme ai suoi amici demoni, in una scultura lignea tuttora conservata in un luogo segreto.

Le vendite del romanzo hanno subito un notevole incremento dopo l'ultimo, asprissimo, scontro tra i due supereroi, avvenuto qualche giorno fa tra Piazza dei Martiri e Via Gramsci. La sfida sembra aperta e pare proprio che "La guerra del pane" potrà avere presto un sequel... stay tuned!

Nande vs. The Boss
who's gonna win??

mercoledì 30 luglio 2008

Sbornia Mondiale

Dopo la finale mondiale di due anni fa, credo che più o meno tutti quanti abbiano adeguatamente festeggiato. Beh, da questo video si capisce come anche i giocatori italiani (nella fattispecie Oddo) si siano divertiti parecchio.



Ancora sto cercando di intuire il senso delle sue frasi....
Penso che ancora non si sia ripreso, soprattutto considerando che non ricordo una sua prestazione degna di nota negli ultimi anni al Milan....

venerdì 13 giugno 2008

Heavy metal is the Don!

Considerato che questo è un blog allo stesso tempo METALLARO (come si evince dal colore di fondo) e CHIESOFILO (neologismo usato dal nostro presidente onorario Homer J. Simpson per definire il suo vicino Flanders), la nostra prossima crociata sarà quella di smontare i luoghi comuni che vogliono la musica Heavy Metal come culla del satanismo.
Dopo aver proposto Frate Cesare come nuovo sacerdote ad Ostra, al fine di aiutare il nostro Don Umberto nello svolgimento del suo ministero, vi proponiamo un importante scoop che riguarda proprio il nostro parroco: ecco infatti la copertina di un noto magazine dedicato all'heavy metal che ritrae un giovane Umberto (senza il suo celebre copricapo stile "Don Camillo" ma con una cuffia nera) ai tempi della sua militanza nei GammaRay, storica band teutonica.


Che dire, i capelli non saranno più fluenti sulle sue spalle e il "chiodo" avrà lasciato posto ad una più sobria tunica ma lo sguardo vivace e il sorriso furbesco sono indubbiamente rimasti gli stessi!

Heavy Metal is the law (and it always will be!)

lunedì 5 novembre 2007

Der KinderKinder

Chi di voi non ha mai mangiato una barretta di Kinder cioccolato?? Credo nessuno....
Immagino allora che anche tutti voi, come me, almeno una volta nella vita, guardando quella confezione bianca e rossa prima di assaporarne il dolce contenuto, vi siate chiesti: "Chissà chi diavolo è questo bel bambino che figura sulla confezione?? Chissà a quando risale questa foto, cosa farà oggi questo ragazzo, quanti anni avrà?"
Beh, cari amici, Ostracts viene in vostro aiuto per rispondere alle più nascoste ed intime domande sul mitico "Bambino della Kinder" (in tedesco: "Kinder Kinder").

Forse qualche lettore attento avrà già ricordato che i bambini della Kinder in realtà sono stati due: il primo, una specie di piccolo lord, aveva in testa un biondo caschetto mentre il suo successore portava un taglio più moderno. Nessuno si è mai domandato il motivo di questo avvicendamento? Beh, la verità è che il primo bambino, il tedesco Hans-Jorg Baudentein, ormai cresciutello, fu arrestato e condannato a due mesi di reclusione dopo violenti scontri a seguito di una partita dell'Herta Berlino, di cui Baudentein era un ultras. Ovviamente la Kinder, per evitare un danno di immagine, decise di cambiare il suo testimonial e, per un eccesso di vendetta, di far uccidere in cella il povero Hans-Jorg.

Ecco quindi che il nuovo volto con più latte e meno cacao divenne quello di Markus Hallbansson, originario di Goteborg ma trasferitosi in giovane età con la propria famiglia a Colonia. Erano i primi anni '90 e la vita del piccolo Markus visse qualche momento di notorietà. Venne eletto rappresentante di classe al scuole medie, tentò anche la carriera come musicista in una rock band ma con scarso successo. In breve, l'effetto Kinder era svanito e Markus si apprestava a tornare alla sua vita normale di studente.

Intraprese così studi di tipo economico che lo portarono, tramite il programma Erasmus, a soggiornare per un periodo presso la città di Ancona, per frequentare la locale facoltà di Economia. Memori delle tante barrette mangiate in gioventù, un gruppetto di studenti di Ostra e Senigallia notarono quel volto un tempo tanto ammirato e così realizzarono il proprio sogno di conoscere il famigerato Kinder Kinder. Ora Markus Halbansson ha deciso di trasferirsi definitivamente in Italia (ad Ostra) ed ha abbandonato la passione per il cioccolato dedicandosi esclusivamente, come si può vedere dalla foto, agli alcolici...

mercoledì 10 ottobre 2007

Ottobre mese della vista

Cari cittadini Ostrensi, sedetevi e tenetevi forte. Oggi, 10 ottobre, è un giorno memorabile per l'intera nostra comunità, un giorno che verrà ricordato negli annali e celebrato con grandi festeggiamenti ogni anno per i prossimi cento, mille, diecimila anni.
Come? Non sapete cosa succede oggi?? Beh, procedo allora ad illuminarvi...

Oggi, ma proprio oggi, dopo ben 423 anni (periodo che gli consentirà di entrare a pieno titolo nel Guinness dei Primati), il nostro Abo Rosso, meglio conosciuto dagli utenti di questo blog come "IlGabibboFaSchifo" cambierà i suoi occhiali da vista!!!

L'attuale modello (nella foto), che si dice fu costruito per Mattia da Galileo Galilei in persona, ha infatti resisitito a tre guerre d'indipendenza e a due guerre mondiali ma nulla ha potuto contro la potenza distruttiva dell'Oktoberfest. Ormai inutilizzabili, i prestigiosi oculari rinascimentali verranno donati alla locale Pro Loco ed esposti nella prossima Mostra Nazionale dell'Antiquariato.
Si invitano tutti coloro che lo desiderano a partecipare alla cerimonia di consegna del nuovo paio di lenti, che si terrà alle ore 19.30 presso l'Ottica del Corso in Ostra.

Forse il Gabibbo non gli faceva schifo... forse non lo vedeva bene!!!

lunedì 23 luglio 2007

Pillole di storia

Dall'archivio storico del Museo Civico di Ostra, pubblichiamo una foto che si stima risalere agli anni della seconda guerra mondiale...

Sono raffigurati quattro soldati Italiani che fanno bella mostra del corpo di un soldato Tedesco, ucciso in un'imboscata nei pressi del Monastero di Sant'Ansovino ad Avacelli. Si può notare l'espressione di scherno e soddisfazione del soldato in piedi sulla destra, appartenente al XII battaglione motociclistico, mentre il militare in maglia nera, dai tipici tratti moreschi, è un appartenente alla Legione Straniera che ha aiutato gli Italiani nella cattura.

sabato 7 luglio 2007

Impariamo l'origine dei nostri detti

Cari lettori, benvenuti al primo (e forse ultimo) numero della fantastica rubrica “Impariamo l’origine dei nostri detti”. Quest’oggi la nostra attenzione sarà rivolta al notissimo modo di dire “Questa è l’ultima goccia”, che viene sovente utilizzato quando, dopo ripetuti accadimenti negativi, giunge un ulteriore e finale sciabolata di sfiga (o di altrui bastardaggine) che spinge l’individuo a desistere dai propri propositi.

Ma vediamo insieme come e quando nacque questo modo di dire oggi così utilizzato.

Si narra (fonti storiche confuse a leggende popolari attribuiscono agli eventi una datazione attorno ai gloriosi anni ’80 d.C.) che in un piccolo borgo medievale chiamato Monte Bodio (o Montalboddo dagli abitanti meno acculturati) fosse tradizione disputare ogni anno, in una serata d’estate, un torneo cavalleresco. Questo torneo, chiamato “Goccia d’Oro” per via della forma del trofeo assegnato al vincitore, era all’epoca ancor più famoso del già famoso Palio di Siena, tanto che il commediografo inglese William Shakespeare si ispirò proprio al desiderio di vittoria che pervadeva i concorrenti della Goccia d’Oro quando scrisse il suo celeberrimo “Sogno di una notte di mezza estate”.
Ogni anno che Iddio mandava in terra, la Goccia d’Oro vedeva impegnati i vari feudatari bodiesi che si sfidavano in diverse discipline per conquistare l’ambìto trofeo, la gloria per un intero anno e soprattutto per poter dare in moglie la propria figlia al bellissimo Lucaldo il Bono, figlio del re di Monte Bodio.
Per diversi anni, la contesa della Goccia d’Oro andò avanti con immutato entusiasmo, richiamando nella corte del castello di Monte Bodio milioni di cittadini festanti, i quali si intrattenevano assistendo alle gare e degustando prodotti alcolici conosciuti con i nomi di Birra, Vino e superalcolici. Tali prelibatezze venivano acquistate nelle varie osterie del loco, tra le quali la preferita era, per motivi scaramantici legati alla competizione, quella denominata “La Vittoria”.
Insomma, per un anno intero ciò a cui tutti i Bodiesi rivolgevano il pensiero era solo ed unicamente la contesa della Goccia d’Oro.
Come tutte le cose belle, però, anche per la nostra Goccia giunsero tempi oscuri, a causa della sempre maggiore violenza dimostrata nelle prove e soprattutto a causa del sempre minor valore del premio finale, sminuito dal fatto che Lucaldo, per ovvii motivi, non poteva cambiar dama ogni anno.
Come Narciso, ammaliato ed ucciso dalla sua stessa bellezza, così anche la Goccia, per anni unico amore dei bodiesi, finì per essere divorata dal suo stesso fascino.
Si giunse così ad una triste decadenza del torneo che spinse il ciambellano di corte, da sempre responsabile dell’organizzazione, a decretare l’annullamento dello stesso con una frase che avrebbe segnato per sempre il corso della storia.
“Questa è l’ultima Goccia!” disse dal palco reale prima dell’inizio dell’edizione 1995, gettando nello sconforto i cittadini Bodiesi e le numerose spasimanti di Lucaldo.
E così, in effetti, fu: la Goccia, l’ultima Goccia, fu conquistata dal feudatario Francesco d’Assisi (poi divenuto San Francesco) ma nella notte dei tempi di essa si perse ogni traccia. Voci attendibili attribuite al giornale “Gente” narrarono anche di un suo avvistamento nelle mani di un certo Smeagol ma per molti anni essa non fu più rinvenuta.

La stretta attualità ci porta ora a collegare questa spiegazione tecnico scientifica della nascita del detto “Questa è l’ultima Goccia” con gli ultimi eventi relativi al glorioso torneo Bodiese.

Erano ormai trascorse due ere (ere, non ore!) dall’ultima edizione della Goccia d’Oro e a Monte Bodio, nel frattempo rinominata Ostra, in pochi si ricordavano di questo antico e amatissimo accadimento annuale.
Gli anziani, forse ancora traumatizzati dai racconti tramandati nel tempo, non osavano nemmeno nominarlo mentre i giovani si scambiavano segretamente ricordi e speranze su di esso.
Fu così che un manipolo di coraggiosi giovani ostrensi, tra i quali colui che si dice sia l’erede di Lucaldo il Bono, decise nell’anno 2007 di riportare in vita l’antico torneo e le antiche rivalità feudali.
Noncuranti del proverbio originato dai terribili eventi passati, i cinque temerari partirono alla ricerca del mitico trofeo dorato e, una volta riconquistatolo, si misero all’opera per riportare la Goccia d’Oro agli antichi fasti.
Purtroppo però, come tutti sanno, nella vita i proverbi sono un po’ l’unica cosa certa e fu così che la maledizione del ciambellano iniziò ad ostacolare il lavoro dei nostri. Molti impedimenti si pararono loro innanzi ma la tenacia dei cinque non venne intaccata e, giunti ai giorni nostri, la sfida per fare del torneo una nuova Fenice che rinasca dalle proprie ceneri è più aperta che mai.

Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere il proverbio e a riportare in vita la mitica Goccia d’Oro? L’appuntamento è per il 19 agosto, chi vivrà vedrà.